Una verticale di Arale, nelle sue annate 2015, 2016, 2017 e 2019, vino bianco di grande struttura e di sfumature giallo dorato intenso, ha aperto l’Open Day della Cantina Pomario nelle meravigliose stanze di Villa Spalletti Trivelli a Roma.
La Pomario si trova nel comune di Piegaro in Umbria, su un poggio molto isolato e luminoso dove i Conti Spalletti Trivelli, ad inizio del nuovo millennio, hanno reimpiantato i vigneti e iniziato le prime vinificazioni, grazie all’aiuto di Federica De Santis, agronoma, e Mery Ferrara, enologa. Il resto è storia: vini eccellenti e anche un delizioso olio extravergine biologico di varietà Leccino, Moraiolo, Frantoio. L’assaggio della prima annata, il 2015, di Pomario Arale, un bianco importante di Trebbiano e Malvasia, strutturato e intenso con una ottima predisposizione all’invecchiamento, ha subito svelato, quasi uno sfrontato spoliler, la trama della degustazione: buonissimi vini, frutto di un agro ecosistema incontaminato e di particolare rarità, prodotto seguendo alla lettera i dettami della agricoltura biologica-biodinamica. Ad ogni sorso di Arale, grazie ai profumi e ai sapori, corposi al punto giusto, si è palesato tuto il rispetto del territorio e l’attenzione agli equilibri ambientali messi, con autentica passione, nella coltivazione delle uve e nella vinificazione. Vini, i Pomario, da bere sempre e in ogni occasione, abbinati, in particolare, a legumi della tradizione umbra (come non immaginarli ad accompagnare i sapori genuini e autentici dell’Imbrecciata), e anche da sorseggiare lentamente, perché no, immaginandosi a passeggio per i boschi, i vigneti e gli oliveti della tenuta Pomario. Tutti i vini che abbiamo degustato nella splendida Villa Spalletti Trivelli, dimora storica a due passi dal Quirinale, hanno un nome legato al territorio, con attenzione anche ai piccoli volatili del luogo. Rondirose, il rosè da uve di Sangiovese, Merlot e una piccola percentuale di Ciliegiolo, è ispirato alle rondini che volano sui roseti della tenuta; Batticoda, da uve Grechetto e una piccola percentuale di vitigni a bacca bianca,è il nome comune della Ballerina Bianca. Rubicola deriva dal latino Rubecula, che significa pettirosso, un vino dal colore rosso vivo, frutto di una vendemmia precoce, che nasce da uve di Sangiovese e Merlot. Arale, che abbiamo conosciuto nella interessantissima verticale, è il nome del monte che sovrasta la vigna storica, di almeno 50 anni di età, piantata a Trebbiano e Malvasia, clonata nelle parti mancanti. Il filo conduttore della storia e della filosofia dei conti Spalletti Trivelli abbraccia quella di Sariano, un Sangiovese in purezza, che nasce dalle vecchie vigne di oltre 40 anni di età.
Tra i vini Pomario, segnalo la bontà di due rossi: il Cilegiolo, e in particolare il Radura, il nuovo cru di Pomario. Le viti di Radura crescono su un terreno argilloso e fresco a 500 metri sopra il livello del mare. Le caratteristiche del terreno, insieme alla peculiare insolazione hanno portato Pomario a selezionare varietà tintorie a bacca rossa come Alicante, Colorino, Malvasia nera, Foglia tonda e un clone particolare di Sangiovese. Una scelta che rende omaggio al patrimonio viticolo del territorio che ha portato, come verificato senza ombra di dubbio a Villa Spalletti Trivelli, a un vino unico: le uve provenienti dal vigneto Radura vengono raccolte in un periodo di maturazione intermedio per le diverse varietà; la vinificazione in “uvaggio” garantisce al vino colore, acidità e profumi fruttati; il tannino viene successivamente ammorbidito durante il passaggio in anfora di ceramica, dopo aver maturato 12 mesi in tonneaux di secondo passaggio. Un’altra eccellenza di Pomario, che ci ha letteralmente deliziato a fine degustazione, è il Muffato delle Streghe, vino da dessert caratterizzato dalla Muffa Nobile, Botrytis, che richiede specifiche condizioni climatiche con nebbia mattutina e pomeriggi assolati e ventilati.
Il sentiment, lo stato d’animo trasmesso della degustazione è fortemente positivo, da sinceri applausi, meritati dalla squisita accoglienza a Villa Spalletti Trivelli e da tutti i vini di Pomario, una giovane cantina con una grande storia alle spalle, e, grazie alla passione lungimirante di appassionati professionisti del vino, con un luminoso futuro davanti a sé, fatto di qualità, eleganza, personalità.